Perchè la Lomellina?

 

Ma qui il tempo si è fermato? Questa è la prima domanda che ci pone l'ignaro visitatore, partito dalla città per venire a ritirare dei ricambi, per nulla conscio del territorio in cui si stesse addentrando, avendo seguito le indicazioni del GPS senza preoccuparsi di capire dove fossimo. Entrando in Lomellina, il paesaggio improvvisamente muta, i capannoni industriali lasciano spazio ad immense risaie e pioppeti, le strade si restringono, il traffico svanisce, lasciando il viaggiatore in compagnia degli aironi e di qualche sparuto trattore. E se per caso egli si fosse immaginato una ditta come tante, in un anonimo prefabbricato di periferia, ore si ritrova chiaramente spaesato di fronte ad un cancello, da cui si accede al complesso di una casa padronale primi `900 con annessi i fabbricati di una antica filanda per la trattura della seta, testimoni di una economia rurale ormai persa per sempre.

Ebbene si, in questo lembo di terra fra il Ticino ed il Po, a poche decine di minuti da centri industriosi come Pavia, Tortona, Alessandria, Valenza e Vigevano, per non parlare di Milano e Novara, i ritmi della vita moderna non sono mai arrivati. Tanti paesi conservano ancora come nucleo centrale il castello medioevale attorno al quale si formarono; ancora numerose le Pievi e le chiesette di campagna che offrivano riparo a viandanti e contadini nei momenti di forte pioggia.

Girare in DS o in 2CV per queste strade è una sensazione unica, per riscoprire il piacere della gita in relax, per poi finire con le gambe sotto il tavolo in una delle tante trattorie di paese che ripropongono oggi immutati i sapori della tradizione lombarda.

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